11/12/2003
Spostamento
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Ci scusiamo per il disturbo ma da oggi in poi le strasmissioni proseguiranno su spiritum.weblogs.us. Se avete voglia si seguire il sentiero giusto... vi anticipo solo che, a brevissimo, è altamente probabile l'edizione di una intervista doppia da leccarsi i baffi. |
10/12/2003
Deroghe
Derogo ad una mia regola autoimposta (e pure a due ;-) e, nel contempo, mi chiedo se questa azione non sarà un miserabile fallimento?
09/12/2003
Occhi
In certi occhi chiari
è più facile perdersi
che ritrovarsi.
08/12/2003
Vorrei, non vorrei, ma se poi
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Solo per oggi un tema sodo (come si desume anche dall'immagine) da dibattere
in giro per il sentiero. Si parte da una classificazione, operata
con un cessello a lama larga, dei blog italiani in tre macrocategorie:
diaristici, variegati, impegnati. Per ora teniamo in considerazione la
categoria "impegnati" dove l'aggettivo sta a significare che: |
A me capita spessissimo, soprattutto quando leggo, in post di citazione o in commenti, la frase "Sono d'accordo, sul tema xxx, con yyy perché mi fido di yyy". Sia chiaro che non intendo quelle volte che si può sostituire xxx con "quanto è grande il culo di Jennifer Lopez" e yyy con "Gianluca Neri" ma tutte le altre volte che rientrano nella suddetta classificazione annessa al concetto di "impegnati". Sin dal primo post ho sognato che un giorno qualcuno potesse linkare una mia idea e concludere dicendo la tiritera predetta, ho sognato di scrivere, in maniera impegnata, dei massimi e dei medi sistemi ed averne in cambio universo riconoscimento di "individuo affidabile". Non per vanagloria o sete di riconoscimento sic et simpliciter ma per qualcosa di più profondo, per dare un senso alto al mio scrivere, per rafforzare l'autostima e per giustificare il denaro speso dai miei negli anni dell'istruzione. Partendo quindi dall'analisi iniziale si arriva ad evincere che
Ecco, ho perso il filo: non ci riuscirò mai!
07/12/2003
Non sanno più cosa dire
![]() | Il luogocomunismo è un pantano pericoloso come le sabbie mobili. Nonostante tutto, sprezzante del pericolo, mi sporco le suole per dirvi tutta la mia avversità dinnanzi alla frase "Non sanno più cosa inventare". La prima volta l'ho sentita, mi ricordo come fosse ieri, nel 1972, detta dalla mia cara nonna e riferita, come spesso accade, alla pubblicità. L'ultima volta ieri, in un TG nazionale, in un'intervista al solito passante, un bel giovanotto tirato a lucido. Quella volta era Carosello, oggi qualsivoglia spot non "allineato", ovvero non casa-famigliacheride-prodotto e parallelismi analoghi. L'adagio mi suona come la risposta di getto che l'ottuso appiccica per autoprogettersi ma non posso non sentirla come un terribile stridore di beozia (è un problema mio, assolutamente). Non voglio assolutamente sostenere la pubblicità in quanto tale, mai e poi mai, ma credo che sia utile leggerla e capire dove punta il movimento (che poi se vuoi lo segui, ma lo vuoi tu). Se ne discuteva anche ieri sera in un simposio di saggi, mentre si attenendeva un precoce Babbo Natale foriero di dolciumi e si beveva vino nero dozzinale, ed il più saggio della compagnia disse, lapidario: "Se non guardi gli spot non capisci che ti è vicino". |
06/12/2003
Un popolo di applauditori
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La convalescenza che mi sta costringendo in casa mi ha permesso di vedere un pochettina di mattutina TV. Niente di particolare da osservare, probabilmente è lo specchio del pubblico abituale di 'ste ore, questa mattina, ad esempio, su RAI 2, era pieno di giornalisti e conduttori di TG: chiaro che di sabato mattina alle 10.00 c'è davanti alla tele un raffinato pubblico di studiosi dediti all'approfondimento. C'è però una domanda che voglio porgere qui: perché tutti questi applausi? So che il problema è vecchiotto e già trito e ritrito ma si stanno toccando ora dei vertici impensabili. La bella Adriana Volpe (l'unica non-giornalista di quel momento) presenta un ballerino che terrà una mattutina lezione di salsa. Corro a mettermi la tutina e mi schiaffo a tutto muso davanti allo schemo. Entra il ballerino: applauso. Adriana ride e indica lo schermo gigante che dietro di lei mostra un paesaggio di mare; il ballerino fa "E' caraibico" (si vede dal visetto che è un genio) applauso. Oggi ci sarà una lezione sui passi di salsa: applauso. 3 applausi in 20 secondi? E da un pubblico vero presente in studio? Cosa altrettanto comune in tutte le trasmissioni con pubblico che seguo (pochissime in realtà). E' normale e mi son perso qualche passaggio? |
05/12/2003
Al lavoro
Se guardate qui vi sembrerà un déjà vù. Solo per giustificare l'assenza.



