Il piano
Non c'avevo palle, quella sera, di andare così lontano a cena. Monto in macchina, vado a prendere Paolo e questo attacca con "non ti vedo bene", "cosa c'è che non va", badabin e badaban. Per una volta non mi son sentito di deluderlo e ho buttato l'amo. Anni di pesca, seppur di laghetto (leggi seduto su panca con bar annesso), m'hanno lasciato qualcosa: capitalizzo subito. Con gli altri tre è stato ancora più facile, soprattutto se uno non si ricorda quanto ha detto in una telefonata di qualche ora prima. Così è nato il piano. E via tutta la sera a correre sul rasoio, tacciato persino di essere preplatonico, fin che si ragionava di orgasmi e di segretarie da monta. Solo che non me la sento più di portare avanti la manfrina, in fondo è gente buona, ascrivibili alla categoria "amici". Coi tempi che corrono mica robina da buttar via.
P.S. L'altro piano, quello del Graal, me la sfrucugnato il Direttore. Sfido, con la gente che si ritrova a dover gestire. Però son sicuro che ne sarebbe venuto fuori un gran posacenere.
Voodoo
Non si può passare quattro ore di un pomeriggio a guardare motociclismo (e smadonnare perché il team-mager - Sito Pons - più antipatico del circuito fa il giuda e poi nasconde la mano) sorbendosi però le solite quattro cazzo di pubblicità ripetute in ogni spazio libero! L'unica soluzione è il voodoo quindi, se leggete sul giornale che:
- la bonazza della TIM è stata sbranata da uno squalo, che si è mangiato pure il cane che le andava in soccorso
- l'intera palazzina che ospitava l'appartamento affittato dalla megera ai tre pirla del freespiritineveryone è stata rasata al suolo accidentalmente, senza superstiti
- le tre fighette di 3 sono state licenziate dal mengar rampante e mendicano su una strada di Caracas
- il troione sempre del freespiritineveryone s'è sposata ma versa in fin di vita che s'è presa le peggio malattie venere dal neo maritino ch'era persino peggio
se succede tutto questo, sapete di chi è la colpa.
43 aggettivi
Il concorso è finito. Risultato? 43 aggettivi (se non ho fatto male i conti). Intanto li ho girati a colei che mi ha promesso un regalo (con calma e con pazienza, la voglio vedere con la carognata di "transustanziazionale") ma li butto anche qui sotto. Sarebbe bello che, se qualcuno c'ha l'estro, scrivesse un bel pezzettino con il misto variegato. Per quel che mi riguarda ci provo da mercoledì in avanti, c'avrò tempo a Lavarone, in ferie (oh, se passate venite a salutarmi che mi fa piacere: si beve insieme un succo e si picchia giù un paio di luoghi comuni sulla montagna).
Il concorso è finito. Risultato? 43 aggettivi (se non ho fatto male i conti). Intanto li ho girati a colei che mi ha promesso un regalo (con calma e con pazienza, la voglio vedere con la carognata di "transustanziazionale") ma li butto anche qui sotto. Sarebbe bello che, se qualcuno c'ha l'estro, scrivesse un bel pezzettino con il misto variegato. Per quel che mi riguarda ci provo da mercoledì in avanti, c'avrò tempo a Lavarone, in ferie (oh, se passate venite a salutarmi che mi fa piacere: si beve insieme un succo e si picchia giù un paio di luoghi comuni sulla montagna).
Ecco la serie, l'unica cosa che mi addolora è un certo razzismo verso le lettere g, h, o, q, u and z.
| acido | desueto | morbido | sinuoso |
| apodittico | disponibile | nascosto | sognante |
| apotropaico | eteronimo | piccante | solare |
| arravogliato | felino | placido | sorridente |
| avulso | fermo | polisemo | sospeso |
| bizzarro | flemmatico | rutilante | stronzo |
| carnale | flessuoso | sapido | struggente |
| casto | fluttuante | scabro | sublime |
| curioso | inquietante | semplice | transustanziazionale |
| delirante | insonnolito | sensuale | virtuoso |
| denso | languido | simpatico |
IL post
Sapete quando capita che si è ispirati, veramente ispirati, vero? E' dall'inizio della tiritera che so, me lo sento dentro, che mi deve capitare un momento così. E' per la voglia di scrivere IL post, quello per antonomasia. Non il post che riscuota consensi unanimi, che vien citato persino da Big Man, che va sulla home di Gnu, di Brodo, di Witt, che tutti ne parlano. No, quello è facile, basta spararla grossa e ci sei, oppure intevisti Selvaggia e vai uguale. Intendo IL post che ti esprime tutto, che lo leggi e lo rileggi e dici: "ostia!". Oggi pomeriggio c'ero arrivato: perfetta ispirazione. Sul mio scooter viaggiavo come un treno e la mente era sempre un cento metri più avanti, viaggiava come un missile nell'ispirazione. Mi vedevo le parole su il sentiero, in grigetto sul fondo grigio scuro, belle, giuste, precise (persino senza errori). Saran state un dieci-quindici righe ma scritte magnificamente, non sembrava nemmeno che le avessi scritte io. Allora me le leggo meglio con calma (e schivo una vecchina che ha calcolato male la lunghezza da un marciapiede all'altro): mi commuovo persino. Mi titillo come fossi un bambino col balocco che ha desiderato da tanto, da sempre. Le rileggo ancora una volta: "Ostia che bel post, non ci posso credere, ci sono riuscito, è IL post". Poi guardo la firma: mi posso certamente permettere un po' di narcisismo, a questo punto.
Invece era di Gonio.
La cupola
La mafia della blogsfera c'è, eccome. Questa sera ho intercettato per voi i dialoghi dei tre più grandi boss: si tratta di Pino 'O Aggregatore, che gestisce il raket della segnalazione dei post, di Gnu Ne Li, capo supremo della mafia cinese che controlla l'immigrazione da Splinder e che ha il potere su migliaia di blog che tiene in stato di schiavitù nella sua fabbrichetta dei post, di Karlov Brodolov, plenipotenziario della mafia russa che ha in mano il traffico dei counter e dei commenti. Si sono riuniti in un bar di Milano ed ecco ora la trascrizione dei loro sporchi accordi.
Pino
'O
Aggregatore: Come vanno, picciotti, gli affari qui a Milano e a Roma?
Gnu Ne Li: Io avele glandi ploblemi con mia fabblichetta: blutto nano bastaldo che mi ha segnalto Kallov ola sta lompendo tloppo le palle. Tutti liflettoli di blogsfela puntati su di me. Io poca libeltà con miei lagazzi che vengono da Splindel e da lesto del mondo.
Karlov Brodolov: Tu no parla così a me. Io cercato di depistare attenzione di tutta gente che posta, da, verso di te per avere pieno controllo di tutti i counter.
Pino
'O
Aggregatore: Miii, Brodolov, quando parli così incazzare mi fai! Eravamo d'accordo che insieme una famiglia si era, minchia.
Gnu Ne Li: Già, già, già. Semple saggio amico Pino. Tu Blodolov non mi avele aiutato molto in lecente baluffe in mia piccola fabblichetta. Tutti questi cattivi commenti e chiacchele di mafia nella blogsfela non aiutano affali, lo sai. Bisogna felmale subito.
Karlov Brodolov: Tu no parla così a me. Io cercato di depistare attenzione di tutta gente che posta, da, verso di te per avere pieno controllo di tutti i counter: se gente vede che counter di loro sale, da, si convince che anche loro è di famoso e quindi ci lascia ai nostri affari di mondo. Solo che io no può fare tutto lavoro di commenti in giro per tutti i blog.
Pino
'O
Aggregatore: E io tutto devo fare? Ma lo sapete quanto impegno mi serve per la gestione dei post, le affiliazioni, le tangenti? Poi si son messi pure i giornalisti e gli scrittori a rompere la minchia!
Gnu Ne Li: Io non essele del tutto pessimista su stolia di sclittoli e giolnalisti. Molti bloggel si sono più avvicinati a noi e unità di più è la famiglia con questi sciocchi attacchi da fuoli.
Karlov Brodolov: Da, giusto Ne Li. Anzi io consiglia di battere il ferro fin che è caldo e fare di grande gioco di famiglia unità contro pericolo che viene da giornalisti e scrittori.
Pino
'O
Aggregatore: Ragione avete. E di quel gruppo del Kolkhoz?
Gnu Ne Li: Me pale che sono solo gente che vuole lidele. Non cledo che sono un pelicolo per noi.
Karlov Brodolov: Da, da, solo persone di buono di umore. Ora si deve tornare ad affari di nostra mafia di nostre famiglie. Dasvidania.
L'equivoco
Tutto 'sto fiorire
di pensieri e preoccupazioni da parte di scrittori/giornalisti/sociologi/professoresse
sul come dovrebbero essere i blog in Italia (che negli States son già
bravi di suo) - imho - parte da un equivoco di fondo: l'informazione.
Ora mi pare che si tenda a considerare internet come il luogo dell'informazione
sic et simpliciter e, di conserva, tutto l'operare in esso svolto ineluttabilmente
volto all'informazione. E per informazione intendo tutto la pappardella
di notizie-servizi-opinioni-reportage che ci vien offerta tramite giornalisti
e assimilati nei media tradizionali e assimilati (se non è così
vuol dire che mi son sbagliato e sospendente pure la pallosa lettura del resto
del post, buongiorno/buonasera).
Mi pare fuorviante quest'impostazione ma, a rileggere bene le questioni dal Formenti all'ultima di ieri non ricordo dove vertono - con diverse sfumature - tutte sulla necessità di "creare/divulgare informazione", meglio se di qualità. Tanto ci sarebbe da dire sul fatto che il mirabolante e rutilante carrozzone di tette-culi-uccelli che sovrano regna su una buona fetta del web sia difficilmente assimilabile alla categoria "informazione" e lo stesso vale per lo sconfinato e simpatico mondo del p2p solo per fare due macroscopici esempi, ma se ci si ostina o non vedere e non voler conoscere il web al di là di una manciata di siti e portaloni è ben difficile ragionare. Fatto sta che si ostinano a dire che l'unico vero supremo obiettivo di un blogger dovrebbe essere quello di produrre contenuti alti e informazione (e qui lascio stare le varie definizioni di blog come strumento in sè che non ne vale la pena di appesantire ulteriormente il discorso). Mi pare che si possano quindi trarre due considerazioni, che mi piacerebbe venissero dibattute dai suddetti (sono un illuso):
Internet è anche un luogo di incontro: non ci vuole un guru per capire che di questo si tratta quando si vedono forum con migliaia e migliaia di interventi che raggruppano tutte e qualsiasi le categorie sociali (dagli amanti della politica alle adolescenti punk, dagli esperti di macrobiotica ai patiti di un certa riga di php), e poi i newsgroup, le mailing list, i games on-line, insomma tutti gli strumenti atti sia a distribuire informazioni ma anche (soprattutto?) a far incontrare le persone, a farle comunicare tra di loro. E se per molti i blog fossero soprattutto questo, magari grazie ad uno strumento che risponde a precise esigenze?
La seconda è
un tantino più complessa e riguarda proprio i giornalisti/giornalismo.
Con tutto 'sto accanirsi a dire che i blog dovrebbero "fare più
informazione" non è che, implicitamente, si tende a muovere una
critica proprio alla categoria di coloro che, istituzionalmente, dovrebbero
essere tenuti a produrla? Con decine e decine di canali televisivi, migliaia
di testate su carta stampata, radio, lo stesso web per quella parte specifica
c'è veramente ancora bisogno di informazione? Mettiamo pure di sì
(e si aprirebbero squarci e fenditure dove - uno bravo - potrebbe parlare per
giorni di qualità, affidabilità, fonti, addirittura professionalità,
albi... e farci su un bel casino), alcuni parlano frequentamente di "informazione
alternativa", e qui sorgono altri interrogativi. Mi butto in una cialtronesca
analisi:
- la questione dell'affidabilità/verificabilità della fonte.
Poniamo il caso che il sentiero (per non offendere nessuno) fosse
un blog che c'ha una certa attendibilità (pura fantasia) e usasse dare
delle signore news (ma varrebbe per qualsiasi blog non tenuto da giornalista
riconosciuto e universalmente noto come affidabile, anche se ci sarebbe ancora
da dire, ma non se ne vien più fuori e son già un tantino debilitato)
ed un giorno posto una notizia del tipo "Il ministro Cicciopanza si ingroppa
una sera sì e una no il ministro Orfizio, me lo ha detto la sua guardia
del corpo al bar": sarebbe questa "informazione alternativa"?
Magari l'esempio non è il massimo ma serve solo a mettere macroscopicamente
in risalto due cose: il problema della verificabilità delle fonti e il
problema dell'autorevolezza dello scrivente. Il sentiero (ma vale anche per
Leo piuttosto che per Squonk od Effe o chi si vuole) è UN BLOG di uno
che c'ha un nick (anche se il problema non è certo il nick, con buona
pace di tanti) e lo tien su per i propri cazzi suoi: come si fa a pretendere
affidabilità, verifica e circondario? Mi pare che se mancano questi prerequisti
di tutto si possa parlare eccetto che di informazione!
- Le opinioni. Poniamo ora che non si voglia fare proprio proprio informazione
ma più che altro commento/opinione. Direi che le cose non cambiano più
di tanto con la variabile che, prendete ad esempio i grandi opinionisti dei
quotidiani, nel caso di un blogger "anonimo" manca anche l'autorità
che sta alla base della redazione di pezzi "di opinione". Ciò
non toglie che, per il sottoscritto, le opinioni di Leonardo
(solo per fare un esempio) mi piacciano e mi entusiasmino (certe volte anche
mi convincono) infinitamente di più di tanti altri tromboni della carta
stampata.
In totale conclusione, dato che ho deciso di farmi stilita (o anacoreta?) per quanto concerne le prossime menate mosse ai blogger da qualsiavoglia scrittore/giornalistai/sociologo/professore, magari sarebbe ora che 'sti buontemponi capissero che, forse, il blog è ALTRO rispetto alla produzione di "informazione canonica", a meno che non si voglia far rientrare la fuffa qui presente nella categoria. E le tette-culi-uccelli?
Parole buone
Infuria la polemica, tutta roba buona, di prima. Offese ed insulti a destra e a manca: "stupido", "mafiosi lobbisti talebani". Tenetevi forte: "élite". Senza contare "io debole", "autoreferenzialità", cose che "peones fuffaroli e scoreggioni" sembravano fraseggi tra educande svizzere. Ma andiamo: siamo mica allo stadio, suvvia ragazzi. In questa urticante accozzaglia di ciarpame mi permetto di chiedere, non so bene a chi, ma lo chiedo: chi è questa élite di blog che fa il bello ed il cattivo tempo?. Evidentemente il sentiero conta 'na sega perché mai nessuno m'ha detto fai questo o scrivi quest'altro o linka 'sta roba e ne deduco o che son proprio l'arciperiferia dell'impero o che 'sta cazzo di élite è nella mente malata di gente malata che c'ha delle malattie. In entrambi i casi son sereno.
Già che colgo l'occasione, discutendo amabilmente con una signora, questa sì per bene, si pensava a quale delle parole della lingua italiana si è più affezionati o che più ci fa vibrare quelle corde là e si convergeva abbastanza su "languido" (a me mi fa impazzire 'sto aggettivo). Così, nel tentativo di levare un po' di zozzerie che circolano nella nostra amata contrada mi sentirei di lanciare il concorso (oibò un altro?) sull'aggettivo che più si ama. Il concorso scade il prossimo 12 luglio: alla fine della sagra potrebbe esserci una sorpresa per tutti.
P.S.Fuffarolo. Chiamatemi pure pezzente ma pagare una Coca da 20 cl, in bottiglia di vetro va bene, la modica cifra di euro 3,20 (equivale a dire che la Coca mi vien via a qualcosa come euro 16 al litro) mi tira parecchio il culo. L'ho fatto oggi in un bar a Trieste.
Update. Qualche anima bella chiede di un regolamento: non c'è ma direi che ci si potrebbe regolare così: fate un po' come vi pare, ovvero votate quanto e come volete (anche un aggettivo già segnalato, quindi) e quanti aggettivi volete. Confermo la sorpresa: sarà un pezzo di una persona speciale.
Certo che è sintomatico (un altro aggettivo affascinante) che un post così sia (giustamente) seguito e l'altro sotto, che pensavo avesse un qualche senso, sia evitato come una ... su un marciapiede. Siamo tutti fuffaroli?
I limiti dei blog
Ancora questioni semantiche e dei limiti dei blog, ancora Ettore. Premetto subito, a scanso di equivoci, che con Ettore, dopo una recente diatriba, ci siamo scambiati una bella serie di mail e ci siamo chiariti perfettamente, in maniera assolutamente cordiale e rilassata. Così, in una recente visita, ho trovato un pezzo dal titolo Abbasso la Blog-o-sfera! W la Glob(o)-sfera!. A parte l'intro, che verte sul nome che stiamo dando alla nostra contrada, Ettore solleva alcune questioni interessanti (in arancione).
Iperlinkaggio
Tra i limiti c'è quello che chiamo iperlinkaggio o meglio, non ridete,
"citarsi addosso".
Ci sono blogger, tanti, che scrivono un argomento i cui contenuti sono solo
links ad altri blogs senza dare contenuti informativi o d'opinione.
Eccone un ipotetico esempio: Ieri nel giardino del castello dei marchesi di
Baskerville si sono incontrati il mastino (link al blog del mastino), il conte
Baskerville (link al blog del conte), la contessa, (link al blog della contessa),
il cognato della contessa (link al suo blog), il maggiordomo dei conti (link),
la cuoca dei conti (link), il giardiniere dei conti (link), il commercialista
coi conti, l'unico che conosce davvero i conti (link al modello unico dei conti),
l'ispettore Clozeau (link) e la pantera rosa (link al blog di pantera rosa).
Ecco questo è un esempio! Voi direte che cosa ho detto, di cosa vi ho informati? Di nulla! :-) Il di cui sopra, così usato, iperlinkaggio è il limite più
evidente della blogosfera.
Effettivamente, partendo dal presupposto iniziale (dare contenuti informativi e d'opinione) l'esempio portato e innumerevoli esempi quotidiani soffrirebbero di "iperlinkaggio". Chiaramente non si intende, mi par di capire, il permalink di un post specifico, indispensabile per far capire al lettore sia il blogger che il testo al quale si fa riferimento. Direi che, nel caso di semplice linkaggio ad un blog in quanto tale, si possono fare due distinguo:
a. molto volte, per lo meno a me è capitato soprattutto all'inizio, si cita un blog con l'idea che chi passa non lo conosce, senza nessuna idea di aumento di contenuto o conoscenza.. E' vero spesso si hanno anche i link a fianco che possoon rimandare a quel tale blog ma è più comodo dire direttamente "sto parlando di quel Tizio là" con un link che non con una perifrasi.
b. a parte i casi dove non sono presenti i permalink (Sofri su tutti, che lo si linka magari citando il titolo del post al quale ci si riferisce) mi pare che il citare un blog anche con un link non sia il tentativo di aumentare il quanche modo il contenuto del post con ulteriori apporti di conoscenza ma una specie di "chiamarsi per nome" di "riconoscersi come appartenenti" nei nostri strani dialoghi asincroni. Mi è capitato più volte di vedere citato prima il blog e poi il post di quel blog entrambi con i link: segno chiaro che è un rivolgere la parola ad una persona e poi citare i suoi discorsi. Magari è un concetto più vicino a chi frequenta assiduamente il paesello, magari ho solo preso una cantonata.
Rimanere nella bottiglia
Quando si mette un messaggio in bottiglia, la si lancia in mare. Si spera poi che qualcuno legga il messaggio. Se nessuno la trova o se a leggere il messaggio è un altro naufrago,
a poco servirà aver gettato la bottiglia in mare. Questo limite è insito proprio nel nome Blogsfera. Il rimandare da un blog-sito all'altro diventa cosa sterile, giacché
vive in toto solo in quest'ambito (i blogs). Compito di chi scrive dovrebbe invece essere quello di cercare di uscire al
di fuori di quello che diventa inevitabilmente un circolo vizioso di soli blogs. Rompere questo limite è molto importante. Alcuni hanno cercato e cercano
di farlo, raggiungendo non so, con quanta visibilità, l'esterno.
Ciò, ahimè, viene pagato con un decadimento della qualità
del sito che per bucare il profilattico della blogosfera, scende di livello
usando ogni mezzuccio e perdendo sostanza negli argomenti.
Qui la questione è già nota, mi pare che stia diventando uno dei veri temi portanti della blogsfera (a me il termine piace): la comunità è un limite? E' un limite comunicare tra un blog ed un altro? Raggiungere la visibilità di quale esterno? Ho già detto come la penso più volte, il fatto che poi che me ne occupi in questo momento sono di nuovo una posizione che ribadisco.
Schizofrenia del link
Anche in questo caso siamo in presenza di un vero è proprio limite derivante
da un uso sconsiderato del link. Troppo spesso su una pagina vengono messi links a iosa. Cosa succede?
Eccone un es.: la petroliera PincoPanco è affondata sulle rive della
del nord d'europa. Il danno ecologico è gravissimo. Ne parla sul suo blog Petroliere (link
al sito di petroliere) ... si clicca ed oplà arrivo sulla sua bella paginetta
ed invece di continuare a leggere la notizia leggo ... La coltivazione delle
barbabietole da zucchero a rischio, ampie informazioni sul blog di Contadino
... clicco, arrivo sul sito e leggo ... Aumento dei prezzi dell'insalata per
le recenti grandinate, si attendono incentivi del governo come dicono Cippe
e Cioppe sul loro blog ... clicco e leggo ... Un mondo pieno di noccioline è
la felicità di noi scoiattoli!
Non so se sono stato chiaro, alla fine che cosa ho da questa lettura ?
Click e riclick, si passa di palo in frasca e si perde l'analisi di un tema,
si hanno mille input, ma cosa e come si sintetizza il tutto?
Dovendone parlare che cosa potremmo dire della petroliera affondata?
Ho l'atroce dubbio che alcuni, alla fine, siano convinti che la petroliera trasportasse
noccioline. Mah!
In effetti è il tema più interessante: la qualità dei linkaggi (legati ad un post e che non siano blog). Francamente non ho trovato tanto spesso tutta questa confusione contenutistica alla quale accenna Ettore, del fatto poi che ci si smarrisca nelle proposte di contenuti è nel contempo la ricchezza ed il limite dell'offerta del web stesso, al di là del circoscritto panorama dei blog. Francamente la cosa che più mi lascia perplesso sono i link a pagine in inglese ma tendo a pensare che dipende soprattutto dalla mia poca dimestichezza con la lingua. Poi sono molto più interessato a cosa pensa quel blogger su quel tale episodio che non all'episodio stesso, altrimenti mi leggo un giornale o sento la radio. Mi pare che anche qui sia sostanziale la diferrenza di posizioni da chi considera la blogsfera una comunità del web come altre e tutta dedita all'informazione e chi invece la considera una comunità dove la relazione tra i componenti e le opinioni/sensazioni/vita dei singoli hanno un rilievo primario rispetto alla pubblicazione di notizie. Diventa invece un appello importante quello alla sintesi: infatti non per niente Sofri è uno dei blog più citati dell'intero webmondo italiota, capace di sintesi mirabili. Io non ne sono tanto capace, si vede?
Il teorema del trash
| So che vado a farmi del male, ma mi sento spericolato: la missione è "obiettare a Gonio". Un paio di appunti al Supremo mi sento di farli.
Gonio dice: E, a ben pensarci, questa massificazione è il prodotto - e insieme il propellente - di che cosa? Dello sviluppo tecnologico e, discendendo per i rami della telematica, anche del blogging: quindi il blog è intrinsecamente trash, in quanto tentativo di replica di modelli alti applicati da persone integrate al sistema e che tendono, in qualche modo, ad elaborare similitudini verso questi modelli senza avere una autentica vocazione personale verso ciò che vanno a produrre. Perché non è possibile invece pensare che l'eletta schiera di coloro che decidono di aprire un blog non abbia invece una vera e propria vocazione (magari inconscia, nei più) alla produzione di trash? Sarebbe un ottimo postulato per la creazione di un teorema che potrebbe suonare così: "Se nella vita uno è cosciente (ma anche no) che il suo fine ultimo è la produzione di trash allora apre un blog". Personalmente mi ci trovo bene nell'idea. Ecco che il seguito avrebbe già una sua ragionevolezza maggiore: Sia chiaro, il "trash-in-sè" (sempre che labranchianamente non se ne neghi l'esistenza) non è deprecabile: in fondo spazzatura evoca (con qualche forzatura) sostanzialmente il residuo del consumo. Il nodo è la qualità (e la modalità) di questo consumo. Ecco, la blogsfera è la miniatura di una società di massa in cui i blogger, portatori sani di "sosialismo reale" e consumatori più o meno evoluti di modelli alti, in qualche modo, espellono (secernono, trasudano) ammirazione verso questi modelli producendo scorie in forma di post e talvolta di progetti, palinsesti, comunità... Il bloggare non diventa quindi azione di trasudamento e secernimento ma, invero, attività portante di risposta ad una vocazione. |
![]() |
Partendo dal teorema l'impressione gonica che "la produzione dei blogger stia inesorabilmente degradandosi, in una deriva trash, in cui determinate dichiarazioni d'intenti o prese di posizione radicali non siano sufficientemente supportate da doti artistiche, intellettuali o umane" diventa un altisonante "la produzione dei blogger sta finalmente diventando una grande e positiva marea trash, in cui determinate dichiarazioni d'intenti o prese di posizione radicali sono fortunatamente supportate da doti artistiche, intellettuali o umane strenuamente impegnate nella risposta alla chiamata".
Seguendo il teorema la distinzione dei blog operata dal Maestro in "quella dichiaratamente trash (non necessariamente volgare e caciarona, ma
fiera del suo status fuffico, autoreferenziale)" e in "quella sdegnosamente
"non trash", quella picchettata da "les blogs d'Essai",
carichi dii messaggi, significati e significanti" lascia spazio ad una più smorzata e non classista divisione in "chi è cosciente della propria produzione trash" e in chi "non è cosciente di produrre trash". In effetti, agli occhi di coloro che non abbracciano il primo teorema del bloggare, potrebbe sembrare un tentativo balzano di rovesciamento dei piani per giustificare insulse e decontenutizzate produzioni (tipo la presente) e suscitare le già note accuse di invidia del blog: sappiamo, noi che abbraciamo l'esoterico assunto, che si tratta solo di un diverso stadio (il loro) di autocoscenza.
A dire il vero anche il Dotto aveva tentato di palesare la diversa situazione, probabilmente imbarazzato nel non riusciere a dare una coerente spiegazione al fatto che il "confine tra "sublime e ridicolo" è così sottile
- e le derive delle grandi firme della blogsfera così frequenti - che
il trash può essere considerato un connotato intrinseco al mezzo espressivo": letta con la chiave dell'autocoscenza nel rispondere all'unica vocazione è fin troppo chiaro che il mezzo in sè è neutro mentre la coscienza di quelli che si reputano grandi è altrettanto chiaramente offuscata.
Tutto si chiarisce quando il Supremo chiarisce la motivazioni del suo mirabile scritto: "Questa modesta riflessione nasce da un quesito in apparenza innocuo che mi posi incautamente mesi fa e che da allora mi assilla: "Quale blog puo' essere sicuramente considerato NON trash?". Provate a riflettere un attimo sulle prime url che vi vengono a mente e noterete che ben presto per ognuno di esse sorgerà subdolo un piccolo (o grande) indizio di trash". Al contrario di quanto avevo sempre creduto solo in questi momenti recentissimi la coscienza del nostro Illustrissimo ha cominciato a venire a galla ed egli capisce di rispondere ad una vocazione. Poi, come spesso succede ai neofiti o ai recentemente illuminati, cerca riscontri ovunque alla sua verità divelata, sino a farsi prendere la mano: "In fondo un blog è trash nella misura della distanza che ogni lettore sceglie di mettere fra se stesso e la merda di Bigman(metonimicamente parlando) o l'idolatria dei Sigur Ros e tutto ciò che ne consegue. Quindi, se qualcuno mi chiede se sto con o contro il blog, io cerco di non rispondere. Ma se qualcuno mi impone di scegliere se stare col blog o con quelli che stanno contro il blog, io sto col blog. E con Bigman (la colonna verde invece ascolta i Sigur Ros)". La presa di posizione ed il sottile distinguo segnalano che la linea di demarcazione tra autoscienza e incoscienza non è ancora netta, anche se il Magnifico ha chiaramente le doti per farcela.
Rileggendo le presenti note al brano di Gonio (dato che non son avezzo a riuminare ma tenderi a buttar giù seguendo il motto "buona la prima") mi son chiesto un paio di cose: che cosa ho voluto dire sopra e, soprattutto, il senso di tutto ciò. Basito, ho riletto il post iniziale su Herzog che ha scatenato il pezzo dell'Immenso e, nei commenti, ho capito il senso di tutto:
Vorrei chiosare sul presupposto dell'inutilità postulato da moirougemoinoir,
con questo piccolo Koan:
Un giorno Lin Peng disse a Wen Fang: "Maestro, perdonami, ma trovo che la maggior parte dei tuoi insegnamenti
verta su questioni completamente inutili."
Il Maestro rispose: "Concordo con te, ma considera un attimo questa situazione.Tu in questo momento sei in piedi di fronte a me, e dunque di tutto il terreno
circostante utilizzi soltanto quei pochi centimetri quadrati sui quali posano
le suole delle tue scarpe. Supponiamo per un momento di togliere tutto il terreno che tu ora non utilizzi. Tu rimarresti in precario equilibrio su due sottili colonne di roccia, sospeso
su uno spaventoso abisso. Rifletti ora sull'assoluta indispensabilità dell'Inutile."
Baci, Gilgamesh
Volare basso
Incontro Emme solo per l'annuale torneo estivo, una quindicina di giorni in questa stagione, tre o quattro incontri in tutto. Ci siamo conosciuti proprio a tale superba manifestazione 11 anni fa ed è stata subito una questione di "odore", non è certo amicizia nel senso classico del termine, direi piuttosto "sintonia". Anno dopo anno, alla fine delle due partite a serata, ci fermiamo sul piazzale davanti cal campo sportivo e parliamo. Ieri sera, dopo il solito abituale scontro con quattro cinque rasoiate a testa (entrambi non andiamo per il sottile, si mette in bella mostra i danni che il tempo fa sull'altro) tanto per gradire, via coi discorsi. Ed Emme mi fa, come se avessimo interrotto il discorso solo mezz'ora prima:
Ho passato un
gran brutto periodo. La ditta stava per fallire ma un avvocato con i controcazzi
m'ha salvato con un concordato. Ora sto pagando, tanto, ma mi va bene così.
Faccio persino due lavori. Son tornato anche quest'anno, per mostrare a quelli
là (china la testa accennando agli altri paesani che banchettano dopo
le partite) che non sono piegato. Erano tutti pronti a far festa con me,
quando c'erano i soldi, dopo hanno girato le spalle. Bravi a sparlare, loro.
(M. mi guarda sempre negli occhi e fuma, anzi assorbe una cicca dopo l'altra)
Ho sfasciato due macchine, alcol, droghe, ma mi son tirato su: non serve a nessuno
stare piegati, men che meno a me. C'ho messo, ma l'ho capito. Adesso se mi viene
incontro un camion gli dico di spostarsi, che non mi rompa i coglioni, c'ho
paura di niente.
E quelli là? Sempre e solo macchine, figa, calcio, lavoro:
sono morti da dieci anni e non se ne rendono conto. La solita noia, la solita
banalità: non hanno mai volato un tantino più alto del pelo dell'erba.
Certe volte penso che siano gli stupidi quelli che vivono meglio, quelli che
non pensano troppo. Io non ci sono tagliato, il mio guaio è che penso
troppo, mi rodo troppo. Ma non son capace di fare diverso.
Poi ha cominciato a piovere.






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