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    De.licio.us
    Archivio Agosto 2003

    Grazie/2

    di spiritum (29/08/2003 - 21:49)

    Son qui di nuovo a ringraziare: questa volta la mia riconoscenza va a Proserpina che mi ha inviato la testata attuale. Dato che mi par di aver capito che è su di "una strada sterrata" per cose serie mi permetto anche di inviargli un augurio.
    Pare che questa testata sia un po' lounge: quando capirò cosa vuol dire l'apprezzerò ancor di più.

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    Al ristorante

    di spiritum (29/08/2003 - 18:55)

    La storiella delle virtù a tavola ha suscitato in una carissima amica un ricordo e così ha pensato di servirlo, su di un piatto d'argento, al tenutario qui presente. Signori e signore è con grandissimo piacere che vi presento:
    Al ristorante
    Da “Il Sale di Adamo, come comportarsi in modo disastroso e vivere felici” (Rizzoli), di Mitì Vigliero.

    "(…) Una cosa che invece non dovrebbe mai passare di moda è, a mio modesto e probabilmente forsennato parere, la buona educazione a tavola.
    Nessuno per carità pretende che la gente si comporti come un Duca di Windsor (parlo della vecchia generazione…), ma il mangiare con altra gente dovrebbe essere una cosa piacevole per tutti, e non tramutarsi in una vomitevole tortura.
    Ricordo come un incubo Felicino, un signore famoso e potente che si vestiva solo con abiti confezionati da sarti inglesi (fatto che giustificava ripetendo "Noblesse oblige…") e che non perdeva occasione di querimoniare in pubblico:
    "In questo mondo ormai la maleducazione imperversa, poffarbacco! Gli uomini non cedono più il posto alle signore, i giovanotti si comportano da selvaggi, le ragazze parlano come scaricatori di porto, le signore fumano per strada… O tempora, o mores!"
    Ebbi occasione di sedere, a una cena ufficiale, accanto a Felicino: innanzitutto egli iniziò a usare, scippandomelo direttamente dalle ginocchia, il mio tovagliolo al posto del suo, a bere nei miei bicchieri oltreché nei suoi e a pescare con le dita, oltre che dal mio piatto, anche in quelli di portata, scartando con disprezzo le cose che non erano di suo gradimento dopo averle energicamente tastate.
    Se al primo boccone gli antipasti misti non erano di suo gusto, li sputava disgustato nel piatto. Nel frattempo non smetteva un attimo di parlare a bocca piena, sputacchiando schifezze sulla faccia del dirimpettaio.
    Alla fine, dopo aver bevuto d'un fiato un bicchiere di vino, si sciacquò accuratamente il cavo orale e scaracchiò il tutto in un portacenere.
    Seduti a tavola eravamo in otto: in sette rimanemmo completamente digiuni, senza toccar manco un bicchier d'acqua e fissandoci annichiliti, confrontando il color verdastro delle nostre facce.
    Mentre attraversavamo la sala del ristorante per uscire, Felicino guardandosi attorno disse ululando:
    "Oddio che posto da plebei! Avete notato che per ben due volte il cameriere ci ha servito porgendoci i piatti dalla parte sbagliata?"
    (…)
    Ma anche i comuni mortali che utilizzano il ristorante non scherzano. Se si trovano in albergo o pensione, rifiutano invariabilmente ciò che offre la carta del giorno chiedendo alla cameriera:
    "Cosa c'è oggi?"
    "Gnocchi alla romana e arrosto"
    "No: mi porti spaghetti al sugo e una milanese con patatine fritte"
    Per intere settimane, giorno dopo giorno, rifiutano filetti, supplì, minestroni, insalate russe, saltimbocca, brasati, risotti, spezzatini, nodini di vitello, ossibuchi, pappardelle, polpettoni, rigatoni e costate per ordinare indefessamente:
    "Spaghetti al sugo e una milanese con patatine fritte".
    Finché un bel giorno, chiedendo alla cameriera di sala:
    "Cosa si mangia oggi?" si sentono rispondere "Spaghetti al sugo e milanese con patatine fritte".
    Al che protestano furibondi:
    "E no, basta! In questo posto si mangiano sempre le stesse cose!".
    Mi piacciono molto anche quei signori che chiamano il sommellier al tavolo per consultarsi sui vini:
    "Cosa mi consiglia con questo piatto?"
    "Direi un grignolino, signore" suggerisce l'interpellato.
    A questo punto l'avventore, con fare esperto e voce saputa, si informa sull'annata, la zona di produzione, il vitigno, la gradazione, il profumo, il corpo, il sapore, cognome nome e indirizzo del produttore. Finalmente dà la sua approvazione per poi rimandare indietro la bottiglia dicendo in tono seccato:
    "Ma io odio il vino rosso!!"
    Quasi come quelli che in tono mondano ordinano les escargots aux erbes fines per poi mettersi ad urlare disgustati:
    "Ma sono lumache!"
    Intervistando un po' di camerieri, ho scoperto che spesso si sentono porre dai clienti richieste che sfiorano l'assurdo:
    "Un risotto ai porcini, ma senza funghi"
    "Del formaggio che non sappia di formaggio"
    "Un minestrone alla genovese ma senza pesto che puzza d'aglio"
    "Dell'ossobuco, mi porti solo il buco"
    "Una cotoletta alla milanese non impanata"
    "Come dolce prenderò una fetta di Chateaubriand con molta panna montata"
    "Una bistecca all'occhio di bue"
    "Vorrei dei bianchetti; però la lisca me la toglie lei, vero?"
    "Il coniglio alla cacciatora? (a voce altissima) Non sarà mica gatto, eh?"

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    Gonio è vivo!

    di spiritum (27/08/2003 - 17:33)

    Lo confesso: per lunghi, lunghissimi giorni ho pensato che se ne fosse andato per sempre. Il suo blog, dal quale si leva un forte fetore di muffa, aria viziata e un filino di cadavere, è assente dal 05.07.2003 (sul tovagliolo verde a destra), nei post maggiori manca dal 2 luglio. Oggi, si è palesato da Shangri-La in un commento (lo stile è, come sempre, inconfondibile) la cui firma recita:
    di gonio | Agosto 27, 2003 04:35 PM.
    Sia ringraziato il Cielo: è vivo. Questa sera scriverò sui muri dei cavalcavia "Gonio ce" (così so che qualcuno mi arriva subito a corregere).
    Torna appieno tra noi, o Supremo titillatore del ruminato, o Acuto tra gli acuti (e tra gli ottusi), o Centrifugatore massimo della fuffa. La blogsfera è più triste senza di te, molto triste. E' più grigia, molto grigia (continuate come preferite voi).

    Già che ci sei, dà una svuotatina alla casella di posta, che tracima da giorni e sporca in ogni dove.

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    Gente pericolosa

    di spiritum (26/08/2003 - 19:16)

    Li vedi da come mangiano che certi tizi sono pericolosi. Nella mia modesta esperienza di vita ho scorto alcune note che contraddistinguono certi componenti del genere umano e non mi riferisco a quelle macroscopiche tipo ruttare fragorosamente, parlare con la bocca piena o masticare col celebre stile suino, troppo facile, sono robine più sfumate.
    Ecco l'elenco:
    - tenere la forchetta con le punte in giù
    - affettare in miriadi di pezzi la fetta di carne, dalla cotoletta al petto di pollo
    - togliere la mollica dal pane (vale sia che sia lasciata là e venga preferita la crosta sia che sia mangiata in tempi differenti rispetto alla crosta)
    - mettere l'avabbraccio davanti al piatto
    - pulirsi i denti con coltello (al posto o di conserva con gli stecchini)
    - bere d'un sorso l'intero bicchiere di bevanda alcolica (sia vino che birra che superalcolico)
    - masticare anche i grossi bocconi non più di tre volte e poi via giù.

    Se qualcuno ha almeno due di questi vezzi state bene attenti che è sicuramente un personaggio pericoloso. Se li ha tutti: scappate!


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    Grazie

    di spiritum (21/08/2003 - 18:05)

    Un sentito rigraziamento a quella brava personcina nota ai più come Clutcher che, con sapienza e pazienza, m'ha aiutato a sistemare il qui presente in tre colonne. Quel che è giusto è giusto. Resterebbe la questione testatina, ma ci vuole un creativo.

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    I grandi perché della vita

    di spiritum (21/08/2003 - 11:05)

    Sapete com'è, uno c'ha un poco di tempo libero (sono a casa) e subito si mette in moto il cervello e rimurgina. In questi frangenti (era da tanto che volevo usare "frangenti") ci son tre grandi interrogativi che mi rovinano la parte non lobotomizzata e non mi lasciano un attimo di bene, sapete sono quei grandi perché che prima o poi tutti si trovano ad affrontare. Ve li butto qua, casomai c'aveste del tempo per piazzare dei gran consigli o, che so, delle risposte.

    a. Perché nella magior parte (direi circa 7 su 10) delle macchine sportive decapottabili ci girano sempre delle donzelle e, buona parte di esse (direi circa 8 su 10) son anche delle gran bonozze?

    b. Perché spesso "sul più bello" (in senso lato, sul più bello di un film, di un game, di uno spuntino, generico insomma) la maggior parte delle volte (direi circa 8 su 10) si viene interrotti (da qualsiavolgia evento, dal campanello alla telefonata, fate voi) e quasi sempre (direi circa 9 volte su 10) per delle bojate di rara grandezza?

    c. Perché la maggior parte (direi 2 su 3) dei miei grandi perché mi paiono delle cagate oltremodo abnormi e, per la stragande parte di essi (qui direi 3 su 3), mi si palesano come frutto di una mente non sana?


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    Dalla parte dei giornalisti

    di spiritum (20/08/2003 - 19:35)

    Basta con i toni cupi, basta con l'acredine, bisogna capirli beni questi cari giornalisti, andargli incontro. Così mi son messo di buzzo buono ed ho scritto (è vero, l'ho fatto) una bella mail a Paolo Di Stefano. La riporto integralmente, se avete voglia di leggerla magari capite perché.


    Caro Paolo,
    prima di tutto volevo ringraziarti per il tuo divertente pezzo oggi sul corriere.it. In giro, nella blogsfera, sono stati parecchi quelli che non l'hanno preso bene, presumo perché non hanno capito che il pezzo era ironico, per farci quattro risatone insieme. Anche perché un pezzo che comincia con la Mazzucato e Arruba e finisce con "L'estetica blog? Carramba, che originalità! E che potenza…" non può che essere un pezzo comico. O mi sbaglio? Comunque sia volevo dirti alcune cosette e farti una proposta:
    - non è proprio che Splinder sia un blog, sai, e nemmeno Clarence, sarebbe come dire che www.libero.it è una casella di posta elttronica. Splinder è piuttosto una piattoforma che offre a chi vuole (l'ultima volta che ci son passato erano più di 15.000) la possibilità di aprire un suo blog. Va bene spararle grosse per ridire, ma bisogna essere un pochino precisi. Quella di Arruba m'ha fatto proprio morire, comunque. E poi tirar fuori Quintostato, che genialata, immagino ti riferissi a Formenti ed alla fuffa, ricordi?
    - non è elegante estrapolare una frase da un blog (come hai fatto per il caro 4 Banalitaten) per far sembrare uno un cretino. Guarda cosa succede estrappolando dal tuo pezzo "Carramba, che originalità!", fai la figura del minchione, scusa.
    - con Scarpa poi sei stato un grande: hai liquidato centinaia di post scritti in rete, che hanno mosso la blogsfera per giorni (che hanno anche generato profonde riflessioni in molti di noi), con 5 righe: questa sì che è sintesi! (scusa ma mi pareva che ci stesse il punto esclamativo).
    - la storia dei punti esclamativi e dei puntini di sospensione mi pare la trovata più debole della tua commedia: è un po' come criticare la recitazione di Al Pacino con il fatto che è basso di statura (non mi dilungo in esempi letterari, sei tu l'esperto).

    Ecco quindi la mia proposta: mi piacerebbe iniziare una collaborazione con te, buttiamo su qualche trovata comica (come potrai vedere se viene sul sentiero giusto) e tutti giù a farci le matte risate. Aggratis, naturalmente, il blog è bello per quello.

    Tanti salutoni e a presto, Spiritum

    P.S. La presente mail l'ho anche pubblicata sul mio blog, così che ci si continua a divertire tutti assieme.

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    Sterili polemiche

    di spiritum (20/08/2003 - 19:21)

    Ci sono due cose che mi fanno imbufalire nella scrittura: lo spazio prima della virgola e la mancanza di spazio dopo il punto o la virgola. Scrivi tutte le cazzate che vuoi, magari anche piene di errori e vuote di contenuti, ma fammi 'ste due cose, che mi sento male. E' una questione di aria: mi sento soffocare quando manca lo spazio dopo un punto (anche quelli di domanda ed esclamativi, si capisce) o dopo una virgola. Vuoi fare l'alternativo e scrivere senza le maiscuole? Benone, ma metti lo spazio, ti prego. E dai, non è difficile, la virgola va attaccata alla parola, non è difficle se ti sforzi un pochettino. In questo caso mi vien la nausea, qualcosa simile al mal di mare: nella lettura è come uno scossone e mi vien su tutto.
    Lo dico soprattutto al Direttore: capisco che l'Hotel è diventato un carnaio bolgiastico ed immagino che abbia già tanti pensieri per la testa per gestirlo, ma la prego, un colpettino sulla barra spaziatrice dopo un punto, cosa le costa...

    Per Leonardo: scusa se mi permetto ma cambiare il nick in corsa a volte può essere controproducente, dicono, è come cambiare il logo per un produttore, si perde l'immagine impressa nei clienti-consumatori. Poi, lasciatelo dire, Davide Ognibene è sempliciotto, magari mettendo in inglese un David Everygood sarebbe stato più d'effetto. E poi quel Retore lì, chi è? Una presentazioncina no, vero?
    Con immutato affetto e stima, Spiritum

    Avviso di servizio: per caso, ieri sera, ho visto il qui presente alla risoluzione 800x600: fa pena. Magari un giorno lo scrivo anche da qualche parte nel template ma l'ho sempre e solo pensato per risoluzioni dal 1024x768 in su. Chiedo scusa agli altri.


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    Il casco

    di spiritum (14/08/2003 - 21:15)

    Tutti i giorni parto, di pomeriggio, intorno alle sei, infilo il casco e comincio a pensare. Ho associato proprio il gesto della vestizione del casco con il pensare perché nell'atto stesso dello sfilarlo tutte queste idee le perdo, irremediabilmente. Viagio per i 17 chilometri che separano l'ufficio dalla casetta e mi vengono dei post bellissimi, ricchi di immagini, arzigogolati nella scrittura, densi di contenuto, di emozioni, persino corretti nell'ortografia e nella grammatica. Lo sfilo e puff, sparisce tutto, resta solo l'amerezza del ricordo della sensazione del post ma le parole svaniscono. Tipo un pensiero di ieri, che mi si era rotto il bottone centrale dei boxer e per tutta la giornata m'usciva una volta il coso e un'altra uno dei due cosetti, un disagio impossibile: l'avevo stampato nella mente lo scritto, bello, elegante, fine ma una volta tolto il casco il vuoto, solo il coso fuori.
    Così mi son ridotto qua in garage, vestito solo coi boxer (aggiustati questi), con il casco in testa a vedere se funziona lo stesso. Non è però la stessa cosa, facile che sia la mancanza del moto dello scooter, ma ostia credo che non riuscirò mai a guidare, pensare e scrivere al portatile.


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    Concorsi spappolati

    di spiritum (11/08/2003 - 21:21)

    Per una settimana, giuro, ho provato a concretizzare i pensieri: niente da fare, spappolato tutto. Dire che evaporavano mi sembra di sconfinare nel banale, ma è così. Scelta drastica: sposto la postazione (dato che è un portatile è anche più facile) in garage, ed eccomi qui (ci sono per lo meno 4-5 gradi di differenza dal resto dell'abitato). Può essere un garage il sentiero giusto? A volte sì, pare. Pieno di entusiamo parto con tre grandissime iniziative, aperte agli amati lettori non disciolti nel guanciale come comune sudore.


    1. Invece dei soliti listoni di canzoni ed autori mi pare bello lanciare un concorso musicale un tantino più specifico: l'intro e il frammento di testo più bello di sempre (non necessarimente di una stessa canzone, le due cose). Le risposte di voi che passate faran su un listone che i grandi esportoni di musica resteranno di stucco. Sul senso di tutto questo ci sto lavorando, magari più avanti, intanto ecco le mie preferenze:
    - intro: Supertistition - Stevie Wonder
    - frammento: e il mio maestro mi insegnò com'è difficile trovare l'alba dentro l'imbrunire - Battiato

    2. Crea tu la testata de "il sentiero giusto". Non son soddisfatto di come vien su la testata del qui presente quindi è bandito codesto concorsone. Metti che c'avete un po' di tempo da buttare - sappiate però che la giuria sarà severissima - e vi va di mandarmi una bella mail con un vezzoso elaborato, trovate l'indirizzo da qualche parte a destra. Le alternative son due:
    - una variazione mantenendo il testo e magari cacciandoci dentro qualche robina (foto, disegno, vattelapesca): inviate il codice html ed eventualmente il file da inserire
    - un bel pezzo unico da cacciar lì tutto impacchettato (però non so se va a discapito del discorso RSS et similia, bisognerebbe capirne di più).

    3. Dai il consiglio giusto. In poche parole si tratterebbe di esporre dotte considerazioni sull'acquisto o meno, da parte del tenutario, di un HP iPAQ. Anche qui due variabili:
    - consigli, avvertenze e ogni bendidio sull'acquisto dello splendido oggetto e, soprattutto, belle manfrine per autogiustificare i soldi da buttare (tipo: ci si possono fare cose utilissime e quasi indispensabili e via discorrendo)
    - proporne uno analogo vostro (ad un prezzo accettabile) che magari vi avanza o vi hanno regalto doppio (trattativa via mail).

    Cosa si vince? Perché vincete sempre qualcosa sugli altri concorsi?

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    Reportage

    di spiritum (04/08/2003 - 19:24)

    Dato che un po' di appunti li ho buttati giù non vedo perché no. Ecco un freddo e distaccato reportage dal vostro inviato di fiducia in quel di Lavarone, Trentino.


    La passeggiata
    Partenza da Stengheli sino a Slaghenaufi, poi verso baita Belem: meriterebbe solo per i nomi. Ci vado con un amico che porta tutta la tribù al seguito, compresi cognati e cognate. Per l'appunto il cognato si occupa di informatica, ad un certo livello direi. Mi dice che per alcune cose è project manager, per altre e chef coso o architet qualcos'altro: parla con proprietà e perizia. "In tutti i progetti invece son dick head, per quel che mi riguarda", gli faccio a brutto muso. Ma non è male, anzi è simpatico e la prende bene. La soddisfazione vera arriva nel mezzo di un bosco, con un raggio di sole che filtra tra i rami: "Ma questo è il sentiero giusto!" fa il mio amico.

    La squadra
    Un tempo a Lavorone arrivavano squadre prestigiose in ritiro per curare la preparazione pre-campionato (tipo Roma e Parma). Memore del fatto passeggio nei pressi del bell'impianto sportivo. Va be' che non son ferratissimo sul calcio ma la squadra che c'è su non l'ho mai vista proprio da nessuna parte. E' talmente scalcinata e ignota che alla fine dell'allenamento i giocatori chiedono gli autografi ai pocchissimi spettatori, molti di passaggio. Si avvicina un vecchierello, con baffo bianco e l'aria del mister da bar in pensione e mi fa: "Tutta gente che piglia 400 milioni al mese, questa". "Ma che squadra è?" chiedo senza ritegno. "Ma non vedi? E' il Livorno", fa il tizio con un piglio tra il contrariato e lo stupito, più sullo stupito comunque. "E in che categoria gioca?", chiedo a testa bassa per la vergogna. "Ma in B, cavolo!" mi fa il mister-gazzetta. "400 milioni al mese, mi pare impossibile!" recrimino basito. Dopo una lunga contrattazione concordiamo per 200 milioni al mese.

    L'antipatico
    Grande torneo di tennis, nella splendida cornice di Bertoldi (non si dice così nei cataloghi?). E' mercoledì ed ho la fortuna di vedere proprio la prima partita: due tizi sulla quarantina, presumibilmente locali. Uno è il tipico buono: chiama troppe palline dell'avversario "dentro" anche se non lo sono, chiama sempre (per i miei gusti troppo) per nome l'avversario e si complimenta per i bei punti, fa le sue autoanalisi sui tiri cazzata a bassa voce e con compostezza e, soprattutto, c'ha la faccia da buono. L'altro no. Esulta esageratamente per il primo punto, nemmeno poi tanto bello, si infuria quando sbaglia e poi è troppo abbronzato per essere vero e ho come l'impressione che sia antipatico. Sul finire del primo set una delle sei persone del pubblico (me compreso) risponde al cellulare, ad alta voce, come fanno di solito quelli bravi ed educati. E ha pure l'ardire di sedere su una panchina dietro al signore abbronzato: apriti cielo! Mister tintarella eccessiva va su tutte le furie: palline scagliate contro la rete in direzione del telefonante, improperi, braccia alzate al cielo, grida. Dopo diversi minuti finisce la telefonata e riprende la partita: ma qualcosa si è rotto. Infatti il tizio ben colorato, appena sconfitto 6-2 al primo set, lascia la partita: c'ha male un braccio, il poverino. Tornato dallo spogliatoio lancia alcuni strali in direzione del telefonante che resta un po' attonito e molto allibito.
    Domenica c'è il gran premio di motociclismo e mi metto a caccia di un bar con Italia 1. Mi fermo sul primo, vicino all'appartamento e chi trovo dietro il bancone? Mister abbronzatura. Bevo un caffe, la tele langue su Rai Uno e tasto il terreno: "Ti sei proprio arrabbiato col tizio che telefonava alla prima partita del torneo di tennis...". Mi sembra un buon approccio. "Ah, niente. Era un mio amico quello. Il problema è che mi fa male il braccio" mi fa con un tono distaccato. Averne di amici come te. "Pensi che si possa vedere il gran premio di motociclismo, qui da te?", ormai è inutile tergiversare. "Non si prende Italia Uno. Poi io son uno di quelli che tifa per Biaggi: se avesse la stessa moto dell'altro non vincerebbe più una gara il ragazzetto, te lo dico io". Saluto e me ne vado.
    Nella mia mente malata vedo un po' di giustizia negli eventi seguenti: quel pomeriggio ho visto lo stesso la gara, in un altro bar, dove Biaggi è uscito di pista, Vale ha fatto un sorpasso straordinario (anche se poi è arrivato secondo) e mi son visto anche finale del torneo di tennis, vinta da quello con la faccia da buono della prima partita. Visto che avevo ragione? Era proprio antipatico.

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    Consapevolezze

    di spiritum (02/08/2003 - 19:18)

    Torno dalla montagna (bella la montagna) con alcune consapevolezze in più.

    1. La dipendenza da blog finisce grossomodo al terzo giorno di astinenza (lì si fermano i miei appunti per un presunto pezzo da blog).

    2. A xy anni (verso i 40 per dare un ordine di grandezza) si può avere un nuovo coraggio (se non è per via di Urano che è entrato nei pesci, e ci sta per 7 anni) e superare degli auyo-tabù: mi faccio crescere i capelli (i pochi coraggiosi che non hanno disertato) dopo 11 anni che li tenevo rasati a zero.

    3. Non riuscirò mai a recuperare questi 15 giorni (ci sto provando, lo giuro, ma è un'impresa al di sopra delle mie possibilità). So che sarà una tara che mi accompagnerà per sempre.

    4. Il Journal è bello.


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